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PROGRAMMA 2010
RASSEGNA STAMPA
Ex ragazzi di strada ospiti con il fondatore Miloud Oukili
GALLERIA FOTOGRAFICA
SI DICE IN GIRO
Si dice in giro che i clown non abbiano paura. Che non temano le crisi, le svalutazioni, i mutui a tasso fisso e nemmeno gli stravolgimenti politici internazionali. I clown resistono, tutto qui. Gli adulti non lo confessano, i piccoli nemmeno. E’ un loro segreto. Le signore arrossiscono quando se ne parla, specialmente le bionde, e non ammettono la gioia quasi erotica che provano nel vederne un’intera piazza piena zeppa.
Perché, come già detto, il Clown non ha paura: il clown è nudo. E’ il più nudo di tutti gli artisti e si mette in discussione interamente, senza barare. In una realtà così piena di mistificazioni, di dubbi, ha il dovere di essere autentico, di farcela lo stesso, a tutti i costi.
Come accade alla gente onesta, buona, lavoratrice. Gente che cerca di compiere il proprio dovere con umiltà: personalità grandi come quelle dei più celebri artisti o dei migliori artigiani nel cuore della zona calzaturiera. Senza fare nomi.
E perciò il Clown e Clown è già alla quinta edizione e punta al rilancio.
Anche quest’anno l’intero paese di Monte San Giusto sarà trasformato in una pista: dopo l’accensione del naso rosso sul campanile, ritroveremo finalmente gli stessi scenari ingenui, le figure bizzarre, la credulità infantile di una folla di pagliacci durante il rimbalzo di migliaia di nasi rossi.
E tra i rimbalzi dei nasi, le rivedremo di tutti i colori: clown che si scoprono, clown che si toccano, clown che si innammorano, clown che si svestono alla ricerca reciproca, per finire sempre ancor più clown di prima. Naturalmente! Perché un amore che nasce tra clown è un amore come tutti gli altri… come dicono i clown che da tutta l’Italia ogni anno vengono al festival.
Perché il clown dovrebbe essere una specie protetta, la cui riproduzione andrebbe incentivata.
Ma da qualunque humus siano fioriti i clown, di qualsiasi partito essi siano, qualsiasi squadra tifino essi vanno avanti, anche se non si sa bene dove.
- Andiamo a caso - sono soliti dire e esprimono il loro desiderio di voler far tutto come se tutto non fosse mai abbastanza.
E’ con queste stesse parole che avevamo lasciato lo scorso anno Patch Adams, l’uomo e non il DVD, mentre nel municipio vantava la sua nuova cittadinanza onoraria - Monte San Giusto is meglio che New York - confessò al sindaco e avrebbe voluto vivere volentieri anche dentro un calzaturificio (purché a norma) se avesse sponsorizzato la sua causa, la sua strategia dell’amore.
Strategia che venne comunque sponsorizzata da molti: uomini e donne, e soprattutto da tutti coloro che ebbero il piacere e l’onore di conoscerlo e di potergli mostrare le natiche in segno di reciproco, clownesco, rispetto. Sempre senza fare nomi.
Quest’anno il Clown e Clown avrà ancora un grande onore: quello di ospitare Parada.
Un evento nato dall’idea e dall’iniziativa del clown franco algerino Miloud che in una Romania stravolta dal caos e dalla povertà seppe utilizzare l’arte del clown come sostegno educativo e motore di reinserimento dei bambini delle strade di Bucarest.
PA-RA-DA (da cui il regista italiano Marco Pontecorvo ha tratto uno straordinario film) sarà qualcosa di più di uno spettacolo: sarà uno "strumento di comunicazione" che ci permetterà di stare più vicino, almeno per questi giorni a realtà in cui viene vissuto il dramma dell'emarginazione e dell'esclusione. Un evento che si propone, come del resto tutto il Clown e Clown, di scacciare l'indifferenza, di mettere al bando l'intolleranza, di risvegliare quella coscienza critica, individuale e collettiva, che sembra sopita di fronte alle emergenze che ci toccano da vicino e da lontano.
Quest’anno parleremo quindi, insieme a Miloud, di “Rispetto”: rispetto verso se stessi e verso gli altri. Rispetto anche per l’ultimo, lo zero, il nulla assoluto, colui che non trova posto in questo mondo ma che vorrebbe farlo, sostituendosi a tutti, non importa come, dimostrandosi spaventato ma contento, felice, euforico di essere là, tra le grandi figure stravolte nel gran circo dell’universo.
Perché come andiamo ripetendo da anni (all’incirca), non è serio non essere clown tutta una vita, non è vita.


























